Le casacche bianche di Luigi XV

Questo era l'assetto delle truppe francesi in Nord Amercia

L'esercito francese nel Canada del '700

Se l'esercito britannico si affidava alla disciplina metodica del fuoco a plotoni, quello francese in Nord America raccontava una storia diversa, quella di un esercito nato per l'Europa e adattato, spesso in fretta e con mezzi limitati, a un teatro di guerra completamente estraneo alle sue tradizioni. Dietro le casacche bianche con i dodici bottoni si nascondeva un sistema tanto rigido nella gerarchia quanto fragile nei numeri.

Un esercito pensato per l'Europa, spedito in Canada

A differenza dei britannici, molti reggimenti francesi, in particolare i primi trenta, i più antichi, erano tradizionalmente organizzati su due battaglioni. Ma in Nord America ne arrivò soltanto uno per reggimento, dodici battaglioni in tutto, ciascuno appartenente a un reggimento che ne contava almeno due. La scelta non era casuale, bensì il segno di un pessimismo di fondo che regnava a Versailles. Il primo battaglione restava di guarnigione in Francia, così che, in caso di disfatta nelle colonie, il reggimento sarebbe comunque sopravvissuto in patria. Una strategia che dice molto sulla fiducia che la madrepatria riponeva nell'impresa nordamericana.

La struttura del battaglione

Ogni battaglione francese si componeva di dodici compagnie da 40 uomini ciascuna, più una compagnia più numerosa di granatieri; in totale, 525 soldati e circa 30 ufficiali. Alcune riforme avevano tentato, negli anni, di aumentare il numero di compagnie o di granatieri per battaglione, ma questi cambiamenti non fecero mai in tempo a riflettersi sulle truppe realmente inviate in Canada, che restarono ancorate ai vecchi organici.

A guidare il reggimento c'era il colonnello, affiancato da diversi tenenti colonnelli, un maggiore, un aiutante, due alfieri, un chirurgo, un sergente maggiore, un tamburo maggiore e persino un cappellano, una presenza, quest'ultima, che riflette il ruolo centrale della fede cattolica nell'esercito borbonico. Sul campo, però, i numeri raramente corrispondevano al progetto sulla carta. Le reclute scarseggiavano dalla madrepatria, e molti soldati venivano suddivisi in piccoli distaccamenti da 50 uomini, chiamati "piquets", incaricati di presidiare gli avamposti sparsi nel territorio canadese.

Riconoscibili a colpo d'occhio

I soldati francesi si distinguevano fisicamente da quelli inglesi per la statura più alta, la presenza di baffi e sacche per le munizioni più grandi e decorate. Ma il dettaglio più significativo era un altro. Oltre alla baionetta, ogni soldato francese portava anche una spada, un'arma bianca aggiuntiva che i fucilieri britannici non avevano in dotazione. L'uniforme era una casacca bianca con dodici bottoni, completata da un cappello tricorno con coccarde bianche o nere, ghette fino al ginocchio e un cravattino. Gli ufficiali, come ci si aspetterebbe, indossavano vesti ben più pregiate, spesso ricamate, con gorgiera metallica e nastri dorati, un lusso visivo che marcava la distanza sociale con la truppa tanto quanto in Gran Bretagna.

Un'arma tipicamente europea come la picca, ancora in dotazione ad alcuni reparti, venne progressivamente abbandonata in Nord America a favore di moschetti e pistole, più adatti alla guerra nei boschi. Anche l'abbigliamento si adattò al nuovo teatro. Le truppe giunte in Canada dal 1755 in poi ricevettero pantaloni bianchi e capi più pesanti per affrontare il clima rigido, arrivando in alcuni casi a indossare mocassini presi in prestito direttamente dall'abbigliamento dei nativi americani.

Cattolicesimo, arruolamento e cariche ereditarie

Il reclutamento era, come per gli inglesi, volontario e variava da provincia a provincia, con la possibilità di ricorrere alla leva obbligatoria in tempo di guerra. Ma c'era un requisito che in Gran Bretagna non esisteva. Per essere arruolati bisognava professare la fede cattolica, anche se alcuni gruppi non cattolici riuscirono comunque a trovare posto nei ranghi. Anche in Francia le cariche di colonnello e capitano si acquistavano con il denaro, esattamente come nell'esercito britannico, ma con una differenza sostanziale, in Francia queste cariche potevano essere trasmesse per via ereditaria. I generali, invece, restavano una nomina diretta del Re, segno di quanto il vertice militare fosse saldamente nelle mani della Corona.

Sparare e poi caricare alla baionetta

Sul piano tattico, i francesi si discostavano nettamente dal metodo britannico. Preferivano disporsi su tre o quattro file che sparavano fila per fila, privilegiando la potenza di fuoco concentrata a scapito del coordinamento generale. In molti casi si spingevano oltre. Dopo una prima scarica, lanciavano l'assalto direttamente all'arma bianca, disposti su sei file per massimizzare l'impatto della carica. Una tattica aggressiva, ma rischiosa; capitava spesso che, una volta arrivate al corpo a corpo, le truppe fossero già sfinite dalla corsa, vanificando in parte l'effetto sorpresa.

Un'aristocrazia in comune, una diffidenza condivisa

Nonostante le differenze di uniforme, tattica e organizzazione, francesi e inglesi condividevano un tratto sociale profondo. Gli ufficiali di entrambi gli eserciti appartenevano quasi sempre all'aristocrazia, legati da una sorta di codice d'onore internazionale che andava oltre i confini nazionali. Ma questa stessa aristocrazia guardava con malcelato disprezzo ai soldati semplici, provenienti dagli strati più poveri della società. Un distacco che, su entrambe le sponde dell'Atlantico, alimentava una sfiducia interna capace di logorare la coesione degli eserciti tanto quanto, se non più, del nemico sul campo di battaglia.

Bibliografia essenziale:

  • Rosselli, Alberto, Sulle alture di Abraham. La Guerra Franco Indiana del 1754-1763, Soldiershop, Milano 2021.

  • Angelini, Michele, Tra forti, foreste e rapide. La guerra franco-indiana nella prospettiva globale della guerra dei sette anni, Odoya, Bologna 2025.

  • Patisso, Giuseppe, L’impero del Giglio. I francesi in America del Nord (1534-1763), Carocci, Roma 2018.

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