Jumnville Glen
La battaglia di Jumonville Glen l'inizio della Guerra Franco-Indiana


Il 1754 segna l’anno di inizio del conflitto tra francesi e inglesi in tutto il continente Nord Americano. Già negli anni precedenti la situazione aveva cominciato a scaldarsi, quando i francesi decisero di costruire una serie di forti lungo il corso del fiume Ohio, con lo scopo di rafforzare i collegamenti tra il Canada e la Louisiana. Nel mentre gli inglesi, che avevano bisogno di più terre per i propri coloni, si erano spinti verso ovest, scontrandosi con i francesi. L’evento che fece scoppiare la guerra in questo clima molto teso fu causato dall’allora giovane ventiduenne e tenente colonnello delle forze coloniali inglesi George Washington. Washington fu inviato dal governatore della Virginia, Robert Dinwiddie, per trattare con i francesi la demolizione dei forti lungo il corso del fiume. La spedizione di Washington giunse nell’area delle Great Meadows, in Ohio, dove fu costruito un piccolo forte, che prese il nome di “Fort Necessity”, con lo scopo di avere una base d’appoggio temporanea per avviare le trattative con i francesi. Nel frattempo i francesi di Fort Duquesne, situato a 40 leghe di distanza, furono avvertiti dell’arrivo degli inglesi e decisero di inviare un distaccamento di 34 uomini guidato dall’alfiere Joseph Coulon de Villiers, signore di Jumonville. I francesi avevano il compito di intavolare delle trattative e non intraprendere azioni militari contro gli inglesi. Tuttavia il gruppo di inglesi, o meglio il distaccamento composto da nativi alleati degli inglesi, aprì il fuoco, uccidendo Jumonville e altri 9 soldati. Da allora la data del 28 maggio 1754 viene ricordata come “l’incidente Jumonville Glen”. Il resto del distaccamento francese fu catturato, tranne un soldato della milizia canadese che riuscì a tornare al forte, dove avvertì il capitano Contrecoeur dell’accaduto. Contrecoeur inviò di conseguenza numerose staffette al governatore della Nouvelle France, il quale decise di rinforzare tutte le difese nell’Ohio. A Fort Duquesne arrivò il capitano Louis Coulon de Villiers, fratello di Jumonville, che fu incaricato a fine giugno di guidare una spedizione punitiva verso Fort Necessity. Il 3 luglio de Villiers, alla testa di 500 fra soldati, miliziani e indiani, assediò Washington e i suoi 350 uomini a Fort Necessity. L’assedio durò poco, anche perché la pioggia aveva bagnato le scorte di polvere da sparo, impedendo una difesa prolungata. Washington fu costretto per la prima e unica volta nella sua carriera a firmare la resa. Purtroppo all’interno dei due schieramenti non c’era alcun soldato che sapesse parlare sia l’inglese che il francese e dopo 2 ore di inutili trattative, fu scovato un soldato olandese che conosceva approssimativamente entrambi i diomi. A causa della mancanza di una traduzione corretta, il trattato incolpava Washington dell’assassinio di Jumonville, il quale avrebbe in futuro negato la sua partecipazione a tale atto, accusando il capo delle sue forze indiane di aver preso l’iniziativa. Alla fine entrambi gli schieramenti poterono tornare ai propri territori e il Fort Necessity fu dato alle fiamme. Sebbene nel trattato fosse stato scritto che l’azione francese fu condotta come ripercussione nei confronti del massacro di Jumonville e i suoi, senza senza causare un’escalation del conflitto, la guerra scoppiò comunque a causa delle numerose conflittualità territoriali.
Bibliografia essenziale:
Rosselli, Alberto, Sulle alture di Abraham. La Guerra Franco Indiana del 1754-1763, Soldiershop, Milano 2021.
Angelini, Michele, Tra forti, foreste e rapide. La guerra franco-indiana nella prospettiva globale della guerra dei sette anni, Odoya, Bologna 2025.
Patisso, Giuseppe, L’impero del Giglio. I francesi in America del Nord (1534-1763), Carocci, Roma 2018.




